la PREMESSA
Il Presidente fa sempre una gran fatica ad alzarsi dopo il sonno notturno.
Poi è una domenica di Primavera e fuori piove , quindi : nessuna attività all' aperto!
Nella Casa Rosada il personale è stato lasciato quasi tutto libero, perché il Presidente è molto democratico : solo la First lady - mistress Silvy da Silva - è negli appartamenti e sta preparando un sontuoso caffe' bollente : sta usando quello di qualita' Robusta - la migliore del mondo- portato a casa dal Vietnam, il profumo inonda tutti i locali degli appartamenti presidenziali.
Non mancano fette di pane imburrate e una torta di frutta tropicale.
La bandiera del palazzo - oggi purtroppo - penzola inzuppata di acqua piovana,
Ma se si stendesse al vento , mostrerebbe un fondo verde brillante e al centro un uccello da preda, un falco: il suo colore è blu !
Si , perche' se l' Albania è il Paese delle aquile, qui siamo nel Paese dei Falchi blu !
Il Presidente continua a poltrire fra le lenzuola di seta : un tempo erano i pensieri erotici ad accompagnare questo dolcissimo dormi veglia , oggi invece sono le preoccupazioni politiche.
E' al suo secondo mandato consecutivo, le ultime elezioni sono state quasi plebiscitarie : in fondo in fondo gli piacerebbe essere "Presidente a vita" , ma la Costituzione non lo permette e ci sono ferree disposizioni di legge che vietano il "terzo mandato"- e magari i successivi , non si sa mai .
In fondo un colpo di Stato l'hanno fatti in tanti nel Passato.
Servirebbe un consenso internazionale che è da perfezionare : dopo essere andato a Roma e a Vienna , presso i poteri forti italiani e austriaci , servirebbe una missione diplomatica presso un altro grande Paese europeo .
Questo creerebbe un lustro tale, attorno alla figura del Presidente , da concedergli - probabilmente - la presidenza a vita o almeno fino a quando le sue facolta' restassero quelle di oggi : maestria , pazienza , mediazione , efficienza , ascolto , soprattutto delle giovani mamme dei suoi elettori .
E' un pensiero continuo , che nella mattinata piovosa di questa domenica , diventa un tormento !
" La colazione è pronta ! Il caffe' si fredda !" grida un'altra volta la First Lady : il Presidente infila le calde ciabatte con lo stemma del "falco" , indossa la vestaglia con un grande falco blu sulla schiena e trascinando un po' i piedi , si avvia al desco , gli occhi ancora socchiusi.
Si siede davanti alla fumante tazza di caffe' ed ecco , come un fulmine nel cielo grigio di un temporale estivo, l' intuizione : " la Francia ! ".
Si ,la Francia è il naturale terzo angolo della rete di alleanze , dopo Italia/Vaticano ed Austria ! E magari anche la Svizzera potrebbe dargli una mano.
Parigi val bene una messa !
Anzi una tappa ! Si, perche' il Quai des Orsay , il Ministero degli esteri francese, si presta perfettamente sia ad un arrivo (magari in volata) che ad un incontro col ministro degli Esteri transalpino e , forse, col Presidente Macron.
Dovete sapere che il Presidente ha tre grandi passioni : una è il Negroni, l'altra non la possiamo dire, l'ultima - la piu' importante - è la bicicletta !
La "diplomazia della bicicletta" gli ha consentito di collezionare tanti successi, in Patria e all'Estero.
Lui stesso conduce queste missioni : rigorosamente sul cavallo d'acciaio (anzi di carbonio).
Ed ecco che , sulla superficie nera del caffe' , in fondo alla tazza , si disegnano le tappe che condurranno, dal paese dei Falchi blu a Parigi, la delegazione .
Il Paese dei Falchi blu è una piccola enclave, pensate ad Andorra o San Marino o al Liechtenstein , incastonata fra l' Italia e la Svizzera.
Certamente i principi Borromeo consentiranno il passaggio sul lago Maggiore fino al colle del Sempione e poi gli svizzeri dei cantoni di Vallese, Vaud e Giura saranno lieti di fare ala al corteo presidenziale.
E magari offriranno pezzi di emmenthal agli affamati ciclisti e infine i duchi di Borgogna , ormai spodestati dal re di Francia alla fine del 1400 , offriranno comunque lumache, polli e uova ai membri del corteo ciclistico.
E' cosi' che si deve fare !
Un capolavoro di diplomazia e di sport .
Si proceda .
"Guarda che il caffe' si fredda.." lo rimbrotta la First lady, ma il pensiero del Presidente ormai vola verso la citta' della Tour Eiffel !
Cap 1. il consiglio dei Ministri del 14 giugno.
Il Presidente è un gran lavoratore : anche di sera e di notte , la sua mente non cessa mai di prendere decisioni , organizzare il suo governo , avvicinarsi al suo popolo ... meglio se del gentil sesso.
Deve definire le date in modo da trovare il ministro degli Esteri francese e magari Macron all'arrivo , decidere la rotta , disegnare le tappe, trovare gli alloggi per la carovana , trovare il mezzo d'appoggio.
Si perche' lui e i suoi ministri andranno a Parigi in bicicletta : come sempre vuol dimostrare agli altri governanti del Mondo che il popolo dei Falchi blu è potente fisicamente e rispettoso dell'ambiente.
Le date sono dal 23 al 28 giugno : il Presidente francese potrebbe aspettarlo all' Eliseo sabato 28 sera. Certamente lo ricevera' il Ministro degli Esteri , François Velo ! (Velo, come bicicletta in francese.)
Il consiglio dei ministri è convocato per sabato 14 giugno ad Angera, sotto la rocca dei Borromeo sul lago Maggiore.
I ministri coinvolti sono : il ministro degli Esteri (anziano) Andrea , il ministro dei Trasporti Piero , il suo sottosegretario Roberto, il ministro dello Spettacolo Toni, il ministro dello Sport il direttore tecnico Emilio e infine , indispensabile, il comandante delle Guardie Ciclistiche ,il colonnello Danilo che scortera' il plotone dal paese dei Falchi blu alla Tour Eiffel assicurando loro protezione e sicurezza.
Madama Cristina , che ha offerto un sontuoso aperitivo nel suo giardino sul Lago a base di Negroni e il giovane Nicolo', il suo scudiero, raggiungeranno a Digione la "carovana".
La cena in riva al Lago viene illuminata da un bellissimo tramonto : sono presenti anche la First Lady Silvy da Silva e alcune mogli dei ministri.
Ogni dettaglio è stato curato :
Le tappe disegnate , saranno sei con soste a Varzo, Martigny, L'Abbaye sur lac de Joux, Digione, Saint Florentin , Parigi.
Gli alloggi prefissati e le camere assegnate.
Il mezzo d'appoggio - un valoroso Peugeot bianco- , offerto dal ministro Piero, verra' guidato dal sottosegretario Roberto, provato conduttore di auto e furgoni .
Non sa ancora che avrebbe avuto anche la necessita' di provvedere alla loro riparazione.
La partenza avverra' dal Paese dei Falchi blu lunedi' 23 alle 7 del mattino , ma proprio all' inizio del lago Maggiore , i due ministri, quello degli Esteri e quello deI Trasporti aspetteranno il corteo per unirsi allo stesso , dopo aver ricevuto il lasciapassare da parte del principe Vitaliano Borromeo in persona.
Probabile la scorta fino a Domodossola da parte di due "top gun" dei Falchi blu , Orlando e William a bordo dei loro F15, opss errata corrige .. bici da strada specialissime !!!
Saluti e abbracci nelle dolci luci della sera che si trasforma in notte .
Capitolo 2. La prima tappa : dal paese dei Falchi blu a Varzo - piu' di 100 km e 700 mtdsl.
La mattina è calda e il tempo è bello. Bollente e accompagnato da profumate brioches , il caffe' in piazzetta a Sesto Calende.
La carovana è ormai completa . Dopo il principe Borromeo , anche madama Cristina è venuta a salutare il gruppetto prima che si avvii lungo le Alpi lungo l'antica strada del Sempione che entro ' ufficialmente fra le grandi vie di comunicazione europee grazie ai grandi lavori fatti da Napoleone ai primi dell' 800..
Le curve , lungo il bellissimo Verbano si snodano una dopo l'altra : sono strade che tutti i componeneti dell' impresa ben conoscono perche' teatro dei loro allenamenti .
Dopo il grazioso paese di Feriolo , si dirigono verso il pittoresco lago di Mergozzo dove è prevista una prima breve sosta "pisoira".
Ma nella bellissima piazzetta affacciata sulle acque azzurre è difficile trovare un luogo appartato, escludendo l' unico bar aperto. Il corteo decide di uscire dal paese e fermarsi in uno spiazzo a bordo strada : durante l'esecuzione, un abitante locale li rimbrotta con urla belluine . Mah...non c' è rispetto per chi fatica sui pedali !
Si avvicina mezzogiorno e il sole si copre : questo è bene per evitare la "scaldata" , un po' meno per il meteo, anche perche' prima di Domodossola , dal cielo cade qualche goccia ..
Il due Falchi sugli F15 salutano i compagni e lasciano il gruppo togliendo la "protezione aerea" : torneranno per la val Vigezzo , Centovalli e lago Maggiore sponda lombarda : solo 220 km e piu' di 1.300 metri di dislivello ! Veri top Gun!
Piazza del Mercato in Domodossola , pittoresco angolo medievale perfettamente conservato, permette l'abituale panino on the road e l'indispensabile birra.
Mancano 15 km a Varzo, ma piu' di 300 metri di dislivello.
Il corteo lascia la citta' che fu capitale della Repubblica dell' Ossola e affronta i tornanti del "vecchio Sempione" : un'afa incredibile opprime i ciclisti.
Ma questo è solo il prologo di un repentino annuvolamento : i ciclisti che alzano a fatica il loro sguardo dal manubrio verso le parti alte della valle Antigorio, vedono una cortina di pioggia avanzare verso di loro : sono divisi in due drappelli separati solo da un centinaio di metri e , al primo scroscio, trovano riparo sotto due ponti diversi.
L'avanguardia , ferma sotto il ponte piu' vicino a Varzo , è testimone di uno spettacolo incredibile : una novella del Bocaccio ambientata ai giorni nostri sulla via del Sempione .
Il titolo è "la postina e il suo ganzo"
Ascoltate :
Appena sotto il ponte , che da' riparo dalla pioggia ormai torrenziale, è ferma una Panda delle Poste italiane : le luci di emergenza lampeggiano . Poco oltre la cortina d' acqua che cade dal cielo, si scorge un furgone blu parcheggiato all inizio di una strada rurale secondaria. Ed ecco che , ai membri del drappello, si presenta la figura di una alta e aitante Postina , bionda nella sua divisa grigia , che sbuca dalla stradina laterale e corre affannata sotto il diluvio, verso il suo mezzo- colpevolmente lasciato solo magari con dei valori importanti all' interno. Lo fa aggiustandosi i pantaloni come se se li fosse appena alzati. I ciclisti pensano ad un impellente e indilazionabile bisogno corporale della Postina. e invece no! Da dietro il furgone blu, compare un uomo che corre rapidamente al volante dello stesso , allacciandosi anche lui i pantaloni : sul suo viso un ' innegabile sorriso di soddisfazione ! Ebbene, l'episodio non è di difficile ricostruzione, non è necessario il RIS di Parma, i due si erano dati fugace appuntamento per una "sveltina " ! Incredibile episodio boccaccesco in val Antigorio, titoleranno i giornali locali del giorno dopo!
Cose da pazzi ! La pioggia , come era venuta cessa e i ciclisti, ancora sconvolti per le immagini che hanno appena visto, salgono per un paio di chilometri, prima al paese di Varzo, poi al BeB che li ospita - si, il Presidente è molto parco nelle spese - il BeB Alpe Veglia sta in una frazione ancora piu' alta , non a San Domenico, ma quasi.
In piu' la padrona, una signora gia' di una certa eta' , rossa cotonata e cicciottella , ci dice che fino alle 15,30 non apre. Sono le 14 circa e il corteo si accampa sul sagrato di una chiesetta con le mantelline ancora bagnate di pioggia.
Il BeB è in una casetta alpina invero carina incastonata in queta frazione : quando arriva la Sciura Russa , gli ospiti si accomodano nella stanze ; la Sciura si affretta a chiamare un ingegnere strutturale per verificare se la stanza numero 5, dove dormiranno due russatori formidabili , regga alle vibrazioni. Si : tutto ok !!!. L'ingegnere firma l'agibilita' .
E la cena ? E' lunedi' e tutti i ristoranti sono chiusi ,giu' a Varzo : ce ne è uno solo aperto, ancora piu' sotto, sulla strada del Sempione .
Si mangia e si beve benissimo - costa anche parecchio - ma sempre meno di quello che aspetta i viaggiatori nella vicina Svizzera. Gli osti regalano al Presidente anche una bottiglia di vino rosso.
Considerando che oltre le Alpi , una bottiglia di acqua minerale costa 5 euro, un caffe' espresso idem , un piatto di insalata 30 euro , conviene "far cambusa " qui alla posteria di Varzo : sei casse di acqua , pane , prosciutto e mortadella per il pranzo di domani .
Roberto è di un'efficienza paurosa e il mattino dopo provvedera' con la "cassa comune".
Tutti a nanna : domani li aspetta una tappa micidiale.
Capitolo 3 : La seconda tappa (alpina) : da Varzo a Martigny km 135 e 1.900 mtdsl
Mattina fresca . Alle 7 colazione sul terrazzo preparata con dovizia di alimenti dalla Sciura : tutti hanno ben riposato, tranne che nella stanza numero 5 , dove fortunatamente si è aperta solo qualche crepa nel soffitto senza lesioni alle strutture portanti!
I ciclisti partono prima delle otto, ma vengono inseguiti dalla Sciura cotonata di rosso, perche' non è stata pagata una camera . Disguido amministrativo subito appianato :" scusi Sciura ! "
I viandanti si inerpicano, poco dopo, sulla strade del Sempione. Dobbiamo precisare che , nonostante sia uno dei piu' lunghi passi alpini - 34 km di salita con un dislivello da Domodossola di 1.800 metri e 1.500 da Varzo (28 km) - il suo fascino ciclistico è pesantemente violentato dal fatto che i ricchi svizzeri hanno fatto , negli ultimi decenni , il tentativo di farne una quasi superstrada.
Il risultato è che molti Tir - e auto di turisti - invece di imbarcare i loro mezzi sull' efficiente navetta ferroviaria che li aspetta all' ultimo paese italiano (Iselle) per portarli sotto il tunnel ferroviario fino a Briga (opera inaugurata nel 1906 !) , ovviamente a pagamento, affrontano l'intera salita su strada .
In otto chilometri i ciclisti sono a Gondo, primo paese svizzero famoso per le miniere d' oro (ecco perche' la Svizzera se l' è tenuto!) e da li' si scatena l' inferno del traffico : sono quasi le nove del mattino e i motori iniziano a ruggire sulle calcagne dei nostri eroi.. La difficolta ' per i ciclisti è acuita dal fatto che sti kz di svizzeri fanno lavori faraonici di ammodernamento dei molti tunnel, instaurando dei sensi unici alternati.
Il lettore capisce bene che essere affiancati da un TIR mentre fai una salita al 9 % in un tunnel a senso unico , non è la piu' felice esperienza per un pedalatore !
Gli elvetici hanno pensato anche a questo . A fianco del semaforo che regola i sensi unici alternati, c' è un pulsante per i ciclisti . Questo consente di iniziare il passaggio qualche minuto prima che si accenda il verde per i veicoli a motore . Il meccanismo, una volta capito, permette qualche agio , l'handicap concesso ai ciclisti viene colmato rapidamente, soprattutto dai loro mortali nemici , i motociclisti , che raggiungono rombanti i poveri pedalatori nel buio della galleria con un frastuono assordante.
Fortunatamente dopo 10 kilometri di questo inferno , subito fuori dall' ennesimo tunnel , c' è la possibilita', per il traffico lento , di tornare sulla vecchia strada e percorrere il delizioso percorso in mezzo ai prati e alle mucche che porta all'antico villaggio di Simplon Dorf : siamo a circa 1.500 metri di altezza.
Mancano ancora altri dieci chilometri al passo.
Gli ultimi cinque ahime' sono ancora sulla strada "nuova" - "prima" come dicono gli elvetici - cioe' la superstrada, , ma ormai l'ambiente si è fatto piu' aperto e i pedalatori superano con qualche patema l'unico tunnel pericoloso che resta.
Lassu' , al passo , le montagne innevate fanno ad cornice alla storica via e una grande statua raffigurante un'aquila , da' un saluto fraterno ai Falchi blu.
La prima grande fatica è compiuta , si sono varcate le Alpi !
Foto di rito e strette di mano .
La discesa su Briga è in gran parte su viadotti che sembrano le rotaie di un ottovolante: ci sarebbe in realta' la possibilita' di fare la seconda meta' della discesa sulla vecchia strada, li' ancora conservata , ma solo il Presidente e il ministro dello Sport - noblesse oblige - utilizzano questo escamotage.
come vedete chi Vi scrive comincia a usare parole francesi : si è in Svizzera francofona ormai.
Gli altri si buttano giu' come asini sulla superstrada, Toni si vanta di aver toccato gli 80 all' ora. Altri invece si toccano i maroni.
Sono giu' in un villaggio sopra a Briga, in quattro : il Presidente ed Emilio sono dispersi. Anzi siccome hanno viaggiato su una strada parallela e piu' corta dell' ottovolante, sono gia' in centro a Briga ! "Oh briga!" mormora qualcuno.
Risultato : un ' ora per ritrovarsi . Una volta si diceva : "davanti alle Poste" o "davanti alla stazione" . Oggi si mandano sofisticate coordinate irremediabilmente poco utili perche' il Garmin nelle piccole distanze "impazzisce" : lacune del progresso tecnologico.
La troupe ha fame.
. Entrare in un ristorante costerebbe almeno 40 euro (37 Frsv) a testa , ed ecco che il buon Roberto li raggiunge col furgone e, dopo almeno sette tentativi di parcheggio che dovrebbero essere regolari per non soggiacere alla terribile Polizia cantonale , lo mette davanti al sagrato di un'antica chiesa dove i viandanti consumano il loro pasto frugale a base di pane e salumi alla bellezza di 34 gradi di temperatura. Ma sotto il portico ombreggiato della chiesa , luogo sacro e inviolabile anche dalla Polizia Cantonale , il pellegrino gode di sacre regole di tutela!
Mancano ancora 80 kilometri a Martigny : si , ma è tutte leggera leggera discesa : le acque del Reno - compagno di viaggio fino al Lemano - alla fine..scendono. Si presume sia un tratto facile.
E consentite l'autore : stikz ! Non è tutta discesa, ma ci sono contro pendenze anche fra le vigne di Sierre, per un totale di quasi 400 metri di dislivello che si aggiungono ai 1.500 del passo.
La tratta Briga - Martigny portera' via piu' di quattro ore "lorde" con il vento caldissimo che soffia contro come un Phon di una parrucchiera , il termometro a 36 gradi : I viandanti , in preda alle allucinazioni, si buttano in almeno tre fontane lungo questi maledetti ottanta chilometri per rinfrescare testa e braccia . un delirio !
Uno di loro si ferma a Sion e si siede in un bar a tracannare una birra : questa fa gola di piu' (che vincere una tappa) in questo giorno appiccicoso di caucciu' ! (come nella canzone Bartali di Bruno Lauzi)
La birra in Svizzera costa meno del caffe' espresso, piacevole sorpresa ! Poi, dotato di una bici gravel ,a differenza degli altri che vanno avanti sulla "pruvinciala " frustati in faccia dal forte vento bollente , si infila in una strada sterrata fra gli alberi che costeggiano il corso del Reno . Al riparo dal caldo e dal vento. Colpo di fortuna !
Questo finale di tappa è una dura lezione per tutti : peccato perche' la valle è piena di vigneti e frutteti e meriterebbe una visita rilassata ,ma le condizioni meteo della giornata sono quasi proibitive.
La frazione si conclude nella graziosa cittadina di Martigny con una lunga via centrale che sfocia in una piazza circondata da tigli. Ricorda un poco quelle della vicina Francia.
Il Mc Donald è la soluzione meno rischiosa per consumare una cena frugale senza dover ipotecare la casa. , nella terra rossocrociata .
Buonanotte : si deve riposare . Domani a Martigny prevedono 37 gradi dalle 11 del mattino.
Capitolo 4 : terza tappa : Martigny - l Abbaye . km 105 e 1.300 metri dislivello
Altra tappa dura , di montagna, con le ascese nel finale : "in cauda venenum! " dicevano i latini che qui avevano sottomessi i barbari Rezii , primitivi abitanti della Svizzera.
La partenza è di buon ora e in poco piu' di settanta minuti , i ciclisti raggiungono il lago Lemano. Filano come un treno stamattina.
Attraversano bellissime plaghe tutte coltivate a vite e ad alberi di frutto. Una lunga "ciclabile" corre vicino alla ferrovia : la temperatura è buona nelle prime ore del mattino , il vento quasi inesistente. Nelle valli alpine infatti soffia da valle a monte - in faccia a chi discende - soprattutto nelle ore calde del meriggio. Adesso no.
Nel gruppo c' è grande armonia di cambi.
Il Lago Lemano appare all' improvviso , azzurro e fresco.
Alla sinistra dei ciclisti le placide acque e castelli antichi , a destra eleganti signore e signorine che dondolano sui loro tacchi sui marciapiedi delle ricche cittadine che si snodano sul percorso : Montreaux, Vevey .
Qualche Falco rischia , distratto dai sederi ondeggianti, di toccare il marciapiedi e finire sotto le ruote di un Ferrari o - e andrebbe meglio al malcapitato - sotto i tacchi delle maliarde.
Hotel e ville fin de siecle : siti per gente che non è certamente indigente .
Si solca un tratto di sola campagna che declina sulla acque azzurre : viti, viti e viti che sembrano disposte col righello sulle dolci sponde : bellissimo !
Infine attraversano , sempre sul lungo lago, la deliziosa Losanna che si stende da est ad ovest sul Lemano prima che la costa pieghi a sud verso Ginevra.
E' proprio li' , all'estremita' occidentale della citta', che la strada dei "nostri eroi" terge a destra e comincia a risalire i costoni del Giura Svizzero.
Lo scavalcamento della non altissima catena montuosa franco elevetica è un altro " must "del viaggio : la cima piu' alta è di 1.700 metri e quindi non parliamo di un ostacolo insormontabile.
Il Giura svizzero è costellato di campi di grano, poca vegetazione arborea, piccoli villaggi di qualche decina di case :
Il giallo del grano, il verde degli alberi, il grigio dell 'ardesia dei tetti , l'azzurro del cielo solcato da moltissimi rapaci , poiane, falchi, nibbi ed anche aquile con testimonianza che l'aria è pulitissima - creano una policromia speciale che fa da sfondo ad un continuo saliscendi . Questo su e giu' porta la carovana da 300 metri di altezza fino a quasi 600.
Dicevo dei rapaci : ad un certo punto un falco (uccello vero !) balza fuori dal lato strada e il Presidente , in testa al gruppo, gli grida " Fratello " .
Episodio metafisico.
Ma dopo l' incontro col volatile, ecco l' incontro con la "Fata dai pantaloncini turchini" !
Una splendida figura di ciclista alta e bionda supera i Falchi blu con poderosa falcata (kz.. ripetizione... falchi/falcata!) in piedi sui pedali. Ha maglia bianca e pantaloncini turchini e una coda di cavallo alla Hunziker che le esce da dietro il casco.
Tutto il gruppo resta di sasso, solo il colonnello delle Guardie, Danilo ha la forza di seguirla e intrecciare con lei un amplesso ciclistico che dura diversi chilometri . Noi lo seguiamo con lo sguardo invidioso dei guardoni , perche' la strada fa su un giu' sulle colline con curve a destra e a sinistra: alla fine il "nostro" la doma staccandola di qualche metro : orgasmo ciclistico !
Non c' è tempo di complimentarsi col compagno - "ti è piaciuto ?" gli domanda qualcuno - che la strada riprende ad andare su e giu' fino alla base della salita finale. Quella che porta sul primo spartiacque del Giura : poi ci saranno solo cinque kilometri di discesa fino al Lago.
Si fermano come viandanti medievali, sotto un grande albero in riva ad un piccolo fiume. Acqua a volonta' e qualche barretta. Fa caldo.
Poi piu' di dieci kilometri di salita nel rado bosco fortunatamente ad un 6 % medio : si scollinera' a 1.300 metri . La fatica si fa sentire : non c' è un bar/rifugio aperto in questa kz di Svizzera sparagnina e carissima !
Quello in cima al colle, che d'inverno noleggia atttrezzature da sci , ha solo barrette ,neanche un panino fetuso.
Con rapida discesa si raggiunge il sonnacchioso paese di L'Abbaye sul lago di Joux -
"Juris" , che origina il nome Giura, in latino voleva dire "bosco".
Qui, nonostante piu' di 1.100 metri d'altitudine e lo specchio d'acqua a poche decine di metri da noi , fa un caldo della madonna.
L'hotel du Lac - nostra meta per la notte - è... ovviamente sul lago : diversi Falchi vi si gettano per un bagno corroborante ,cui segue un brindisi di Prosecco che il nostro Piero ha portato dall' Italia sul furgone.
Ci accoglie all' hotel l'ennesima - incontrata nei loro viaggi di piu' giorni - affascinante figura femminile : Maddalena la rumena!
Maddalena è nata in Italia, viveva vicino a Padova prima di venire quassu' , ma è di origine rumena. Parla benissimo l' italiano e in pratica, insieme ad un vecchio cuoco "abbronzato" e un po' rincoglionito , gestisce la struttura da vero manager : organizza, serve, incassa i pagamenti di pranzi, cene, breakfast e del soggiorno notturno .
Ristorante e hotel du Lac : arriva il mattino alle 7.30, ci sta fino alle 15 quando ha finito di servire ai tavoli. Poi va a casa sua su una vecchia Audi nera con targa italiana e infine torna per il servizio serale prima delle 19 fino alle 22 almeno. Sette giorni su sette : si confida coi Falchi: " Forse meglio tornare in Italia !"
Maddalena, bionda forse tinta, ha un fisico atletico e una "terza "abbondante . Scatta e slalomeggia fra i tavoli come Lara Gut fra le porte di Coppa del Mondo sulla neve . Disinvolta, capace . "Questa la sa lunga .." borbotta il Presidente . A tutti da' la sensazione di essere finita in quel sito da poco tempo, ma anche di avere una lunga esperienza in tutti i "fatti di vita".
Lo dimostrera' il mattino seguente.
Intanto ci serve la cena alle 19 - quasi nessuno ha mangiato a pranzo se non le patatine abbinate al prosecco . Non ci dice "Prima faccio manciare kalline e poi foi!" come fece frau Kristine sul Maloja, ma siamo li'.
Cena discreta, ottima la trota con l'insalata , piatto unico per non sforare il carissimo importo di quasi 40 euro a testa birretta compresa .
Tuttavia Maddie ci consente, forse perche' rumeno-italiana e non svizzera , di aprire la bottiglia di vino rosso che ci avevano regalato gli osti di Varzo.
Tutti a nanna stanchi ma felici.
Domani ci aspetta un tappone.
Capitolo 5 : la quarta tappa : L'Abbaye - Digione km 165 per 900 mtdsl.
Per fortuna si prevede una giornata piu' fresca : Al mattino il cielo è nuvoloso e, dopo la colazione, la colonna saluta Maddie e si dirige verso nord ovest lungo il lago di Joux.
Fatti un paio di kilometri il telefono presidenziale squilla .
Notizia ferale : il furgone non da' segni di vita all'avviamento mattutino ! Sara' stato il frigo acceso per raffreddare il Prosecco ieri pomeriggio ??? : maledizione ! Ma che frigo, la batteria è bollita per vecchiaia.
Senza furgone la spedizione è praticamente compromessa . Chiamiamo Maddalena . Esce con lei un ospite svizzero , abbastanza attempato e un po' ottuso, che si offre di far ripartire il mezzo coi cavi carica batteria collegati alla sua imponente Toyota grigia. Niente!
Ma aveva sottovalutato la rumena che ,sulla sua vecchia Audi, ha un booster nuovo di zecca ,mai usato.
Legge le istruzioni e in un men che non si dica collega i cavi alla batteria del van. Qualche Falco ,che aveva fatto piu' di un pensiero sulla tipa , si porta le mani ai genitali perche' questa è capace di fare la "scossa penale" con una disinvoltura impensabile !
Ahime' neppure la scossa di Maddie sortisce alcunche' . Neanche la piu' potente Toyota del noioso turista svizzero , con i quale si ritenta. Il motorino d'avviamento fa solo un sordo fremito senza accendere il motore.
Maddalena dice che se chiamiamo un meccanico svizzero, dobbiamo vendere almeno un appartamento in italia per saldare il conto!
C' è una cittadina francese a 15 km da li' , subito dopo il confine , dove è piu' ragionevole fare una riparazione : Lo svizzero , che fa riparare li' la sua Toyota - mica è scemo- ci da' l'indirizzo.
Garage "Mont d Or " (speriamo non sia come il conto!)
Ma prima bisogna far ripartire il mezzo e allora si ricorre ,ormai alla disperazione, alla fatidica spinta sfruttando un tratto in leggera discesa della strada.
Il mezzo sobbalza sotto la potenza dei Falchi blu e infine, fra una sbuffata di fumo nerastro , si avvia.
"Non spegnete il diesel per carita' " ! E' come il fuoco di Vesta nell'antica Roma . Il corteo si avvia e il furgone va diretto in Francia ! Oremus.
Tutta la gia' lunga giornata vive attorno al preoccupante pensiero che l'attempato Peugeot non possa piu' proseguire il viaggio verso l'Eliseo. Meno male che non è domenica e i garage sono aperti .
Le strade dei ciclisti e del driver Roberto si dividono. Il gruppo lascia il lago e comincia a salire fra boschi e prati che sembrano una cartolina . In 7/8 kilometri di salita raggiunge un cartellone a bordo strada con scritto FRANCE : la foto di gruppo è d' obbligo.
Si sale ancora fino a raggiungere quota 1.300 metri che è la nostra cima Coppi di oggi , in cima al Giura francese. Chiama Roberto : il garage Mont d' Or gli ha fatto un test della batteria e gli ha detto "che ce n' è meta' !! ".
A parte che Roberto capisce poco di francese , ma la versione sa di scusa per non affrontare il problema anche perche' il garagista ha "troppo lavoro" (per forza : costa un terzo dei suoi colleghi svizzeri di la' dal confine !) e non puo' fare nessun intervento . Forte dell' opinione del "fauso", Roberto è ripartito, si è fermato in un Carrefour a comperare baguettes e saucisson , ma quando è tornato al volante il motorino d'avviamento ha fatto scena muta ! kaputt un 'altra volta.
E mo son kz !.
Non so quale anima pia , gli ha chiamato un altro meccanico in un' altra cittadina francese - nel frattempo Robi era avanzato di qualche decina di kilometri - che sta arrivando ad avviare il furgone per farsi poi seguire fino all' officina dal "nostro" driver.
Il lettore capisce bene lo stato d'animo ansioso dei ciclisti che seguono la vicenda con apprensione come se assistessero ad una finale di Champions League .
Speriamo che non finisca come quella di Monaco.
E intanto pedalano, prima per una lunghissima discesa fra conifere altissime , poi attraverso i primi villaggi francesi . Si vede nettamente che il Paese è piu' povero della Svizzera, le strade sono rappezzate come in Italia , ma certamente tutto ha un'atmosfera piu' simpatica . Sui municipi (hotel d Ville) sventola il Tricolore bianco, rosso e blu. Ci sono i campi di petanques (bocce). E le piazze coi tigli.
Si riprende a salire e si raggiunge un secondo culmine , poi un continuo su e giu' fra campi e boschi. Si galleggia sui 900 metri di quota . Paesaggi bellissimi , rapaci nel cielo.
Il Giura , catena montuosa parallela alle Alpi , faceva da barriera meridionale ad un mare tropicale che si estendeva dagli attuali rilievi fin quasi a Parigi. Questo appunto nel Giurassico , nome che il geologo Humbolt diede a quel periodo antico della vita della Terra. Ancora si trovano , li' sotto , distese cospicue del sale che si sedimento' dopo che il mare si era ritirato, cosi' come fossili di pesci e crostacei.
I nostri eroi ci pedalano sopra , mentre il buon Roberto è stato -sic- chiuso nel cortile di un 'officina dove, dopo le ore 14 , gli cambieranno al batteria. Si perche' la France è un paese mediterraneo e la sosta meridiana è sacra! Robi non è sgattaiolato fuori dal cortile dell' officina prima che il cancello elettrico si chiudesse per la "pausa " ed ora è seduto al volante senza cibarie : la non ripartenza del Peugeot bianco al Carrefour non gli ha consentito di comperare baguettes e saucisson! Che casino ! che fame ! con lo stress di questa mattina poi! Siamo a livello del conte Ugolino.
Il disperato padrone del van , Piero , e il buon Emilio lasciano il resto del gruppo per raggiungere il " prigioniero" . Prima pero' pedalano lungo una ferrovia dismessa, trasformata in pista ciclabile, che corre in mezzo agli alberi fin quasi a Dole dove c' era la stazione di testa. Molto suggestivo !
ll gruppo è disperso: alcuni Falchi si fermano in un paese che la Solvay , che qui ha un grande stabilimento, ha trasformato in un dormitorio di piccole ville, senza un kz. d posto dove trovare qualcosa da mettere sotto i denti. Alla fine si rifugiano in un "Mc Donald s non originale , ma turco" dove pero' i Big Mac taroccati sono piu' nutrienti e costano la meta' di quelli originali mangiati a Martigny due giorni prima nel "vero" McD.
Riprendono a pedalare e prima di raggiungere la Saona , il grande fiume di quasi 500 kilometri , vengono raggiunti da Piero . Emilio è rimasto con Roberto , molto stressato, sul van che ora ha nuova batteria e marcia benissimo.
Si corre lungo un canale che porta al "grande fiume" : Il cielo è tornato prepotentemente sereno e sul corso d'acqua si incrociano battelli, chiatte , house boat , motoscafi .
Si è usciti da una zona poco popolata - il Giura francese lo è molto poco perche' pare che dall'antichita' terribili inverni tenessero lontane le genti - per entrare in quella rete di fiumi a canali che creano una vera e propria rete nella parte centro settentrionale dell'" Grand Hexagon " (la Francia).
Entriamo poi nella Borgogna, regione che ha una storia importantissima . A Sain Jean de Losne inizia l' importante Canal de Bourgogne che qui ha il suo "incile" nella Saona e si dirige a nord, per 250 km fino al fiume Yonne.
I viandanti lo seguiranno per piu' di trenta kilometri fino alla capitale delle Borgogna : Digione .
I trentatre kilometri sono una pista ciclabile dritta dritta lungo il canale, dritto dritto anche lui in questo tratto.
Benefici alberi riparano dal vento e un poco dal sole che nel meriggio si è fatto di nuovo "cattivo". Sulla sinistra dei ciclisti si presentano , ogni cinque kilometri circa , delle chiuse per alzare il livello delle acque e consentire il traffico delle barche. il canale fu costruito a fine del 1700 per portare merci - soprattutto carbone - dal bacino della Saona a quello del Yonne, cioe' Senna , Marna e altri corsi che si dirigono a Nord verso l'Oceano . Caselli e semafori assomigliano a passaggi a livello ferroviari col loro "casellante" . Invece dei treni passano barche e house boat di turisti che si concedono una vacanza lenta sul canale.
Sullo sfondo appare Digione ; apriamo qui un altro capitolo perche' la citta' merita un discorso a se' per la sua importanza storica e per il suo fascino . I ciclisti ci arrivano ormai la sera tardi, con la lunghezza della tappa che sfiora i 170 km e, anche causa il "dramma del furgone", sono in sella da quasi dieci ore
Capitolo 6 . tappa n.o 5 . Da Digione e Saint Florentin . Km 150 e 800 mtdisl
Dicevamo di Digione : un' intera villa - Marie et Martin - è a disposizione della delegazione : è bellissima , arredata con eleganza . Ampio salone, belle camere, piscina , parcheggio in giardino. Quasi un piccolo castello.
Ci raggiungono in serata , madama Cristina e il giovane Nicolo' con L'Audi Avant bianca e le loro biciclette : sono partiti dall' Italia a fine mattinata.
Madama Cristina si fionda in un Carrefour express per comperare alimentari per il breakfast : questo non è compreso nell'affitto , ma la piscina si . I Falchi blu sorseggiano un meritato Prosecco stando ammollo nel piccolo specchio d'acqua.
Si cenera' al Petit Roi de les Grenouilles nella citta' vecchia. Non si puo' lasciare la Borgogna senza averne assaggiato la squisita cucina .
La delegazione, con le gambe un po' fiacche, lascia la villa che è nella parte alta della citta' e scende nel centro storico. E piu' di mezzora a piedi dopo 170 kilometri in bici si sentono !
Digione : mitica capitale che i duchi di Borgogna fecero "la piu' bella e ricca citta' della Francia" : le strade erano tutte lastricate, mentre altrove erano sterrate o , al massimo , acciottolate.
Filippo il Bello e una lunga serie di Duchi fecero grande questa regione : il loro dominio si spinse a Nord fino alle Fiandre e ai Paesi Bassi e a Sud verso la Svizzera . Il tutto duro' un paio di secoli di splendore fino a che un certo duca, Carlo il Temerario (a lui è dedicata la via dove sta la villa che ospiterà la delegazione), non decise di fare guerre sia verso Nord e verso Sud col risultato di perderle tutte - un po' come l' Inter quest'anno- e fare incazzare i belgi, gli svizzeri e infine il re di Francia . Questi non fece altro che prendere Digione e tutta la Borgogna e mandare tutta la famiglia ducale in pensione ! O meglio, esautorarla e diluirla fra le famiglie regnanti d' Europa, attraverso matrimoni di convenienza.
Non dopo che Isabella di Portogallo , moglie di Filippo, avesse introdotto a corte l'arte di fare quella che noi italiani chiamiamo "La senape" e i francesi chiamano "La moutard"- da "mosto"- perche' la facevano anche i legionari romani che portavano dal sud Europa i piccoli granelli e li pestavano nell'aceto generato dal mosto per poi condire con questo ingrediente i cibi dell'epoca.
La duchessa non fece che far rivivere una specialita' dell'antica Roma e la senape/moutard divenne da allora la specialita' di Digione !.
Ma tant' è : le buone carni (pollo, vitello ,anatra, maiale) , le grasse lumache , la senape, le uova in camicia deliziosamente adagiate su crostini e salsa di pancetta, funghi e vino rosso - speciale quello della Borgogna !- nelle trionfali "Oeufs a la Meurette " !
Delizia per il palato : tutta la delegazione si gusta queste leccornie attorno a un lungo tavolo in mezzo a vie medievali e col cielo di Francia che regala una serata bellissima en Bourgogne!
ndr : " a l'è un pecaa muri'!"
Il mattino dopo si avviano di buon ora : la colazione preparata da madama Cristina viene "spazzata via".
Dalla villa, in posizione alta, si scende di nuovo in centro dove il canal de Bourgogne aveva condotto la sera prima e si va a costeggiare un nuovo corso d' acqua : l' Ouche . Questo prima forma un lago in direzione nord ovest rispetto alla citta' , poi assume di nuovo la forma del fiume.
E' alla destra del corteo , a sinistra corre una superstrada : si è in una larga valle che ricorda la val d' Olona in formato "big".
Ad un certo punto la strada si impenna con pendenze a doppia cifra fino a raggiungere i 600 metri di altitudine (Digione è a 250) e a scavallare lo spartiacque ad Ancey .
Ritorna, quassu', il paesaggio " a campi di grano" che accompagna i viandanti fin dalle pendici del Giura e che tutti conoscono per avere visto in TV tanti Tour de France.
Sosta caffe' eppoi ancora il canale di Borgogna, che qui non va dritto ma serpeggia , fino alla cittadina di Montbard incastonata fra colline, boschi e corsi d 'acqua .
Li' vicino la bellissima abbazia cluniacense di Fontenay.
Ma i ciclisti non hanno tempo per le abbazia, stanno cantando la "loro " messa .
Ecco Tonnere , sulle rive del fiume Armancon , siamo ancora in Borgogna:
un antico ospedale fu costruito in paese dalla duchessa Isabella alla fine del 1200, ed è perfettamente conservato , eppoi, poco lontano, sgorga qui una fonte simile al Su Cologone sardo: la Fosse Dionne.
Misterioso sbocco di acque che arrivano da piu' di 40 km di distanza, si infiltrano nell'altipiano e qui sgorgano purissime colorate di blu e turchese: attorno alla fonte, nel '600, fu costruito un elegante lavatoio.
I kilometri , e il su e giu' continuo , si fanno sentire.
La sera arrivano ben provati a Saint Florentin. L'alloggio è una villetta ex Logis de France, ma .. molto ex.
Saint Florentin è un paese su un basso colle che pare un capo che si affacci non sulle onde azzurre dell' oceano ,ma sul mare giallo di grano che si stende verso nord.
La villetta/albergo è un po' trascurata, come la cameriera grassoccia che serve una cena NON indimenticabile . Cosi' come la colazione del mattino : 8 euro a testa kz.
Ma tant' è :ormai ci siamo , l'arrivo è la in fondo all'ultima tappa!
capitolo 7. Sesta tappa : Saint Florentin- Parigi kg 155 . mt 600 dislivello
E' il gran giorno : il balzo finale verso la Grande citta' !
Le energie si sono moltiplicate. I Falchi- piu' che Falchi- sono un treno che corre a piu' di 30 kmh nelle campagne francesi.
Si sfiora Sens , dove erano stanziati i Galli Senoni . Le loro donne avevamo quasi tutte "la quarta ", ma questo forse è un falso storico .
Con cambi perfetti affrontano un saliscendi che è sempre piu' simile ad una pianura , passando dal mare di grano dorato il mattino (nota per il Presidente : ma ,alternato al grano e ai girasole, c' è anche la segale. Perche' "dove manca la f..ale , abbonda la segale!" . Scusate la lepidezza ma è un ricordo austriaco) alle verdi selve , fresche nel pomeriggio, che circondano la Capitale : si percorrono anche le prime piste ciclabili del reseau parigino.
Un ultimo picnic volante a base di baguette , jambon e saucisson et voila': le joeux son fait
L'hotel parigino , dove il gruppo passera' l' ultima notte , è situato in realta' a Ivry sur Seine a sud della metropoli, ma a meno di 10 km di ciclabili dalla Tour Eiffel meta iconica del pellegrinaggio. L' hotel non è lontano anche da un altro fiume storico : la Marna.
Qui la carovana fa un ressemblement - scusate chi scrive, ma ormai l'atmosfera francese lo ha pervaso - e da li' procedera' in processione vittoriosa verso la Tour Eiffel.
Le piste ciclabili lungo la Senna - rive gauche a est di Montparnasse - sono buone e il trionfo finale ,nel pomeriggio avanzato, fa dimenticare la fatica.
Per molti Falchi blu poi , è la "premiere fois" a Parigi !
Ovvio lo stupore di fronte ad una delle citta' piu' belle e affascinanti del Mondo.
Corrono lungo la riva sinistra della Senna e infine raggiungono la meta simbolica.
Le foto di rito sotto la Tour sono innumerevoli :
La commozione e la soddisfazione per la grande impresa sono al top!
La carovana si ricompone e torna verso l' hotel ripercorrendo alla rovescia il trionfale ultimo cammino ; si ferma pero' in un bistrot lungo il bellissimo fiume , con vista di Notre Dame , per sorbire una meritata birra.
Sono giusto vicino al Quai d' Orsay , la storica sede del Ministero degli Esteri transalpino. Ed è li' che il Presidente e il Ministro degli Esteri del paese dei Falchi blu lasciano la comitiva per quella che è la missione principale : quella politica.
"Voi gustatevi pure la birra !" dicono rivolti ai compagni che restano distesi sulle loro cadreghe attorno a un lungo tavolo con una prosperosa cameriera che li serve ; proprio come faceva Napoleone ( nella metafora il "nostro" Presidente) coi suoi generali dopo una battaglia vittoriosa!!
I due personaggi hanno la maglia celebrativa del viaggio , di un elegante color grigio ferro, proprio come quello della Tour Eiffel . 
Il Ministro li riceve subito (era stato avvisato in anticipo) e assicura, a nome del Presidente Macron , l'appoggio politico della Nazione transalpina alla causa del "nostro" Presidente : il terzo mandato e forse la carica a vita !
Il Ministro Velo (bicicletta in francese) si scusa perche' Macron non sia presente, ma sta controllando , col suo omologo il Ministro degli Interni , il regolare svolgimento della marcia del Gay Pride che la cui fiumana si sta riversando sulla "rive droit" : sono piu' di 20.000 persone e ci sono problemi di ordine pubblico anche a causa della presenza di qualche omofobo che li dileggia : "Ma va a ca', culaton! " si è sentito fra la folla.
La situazione è esplosiva !
Inoltre c' è un altro motivo , inconfessabile, per cui non puo' incontrare la nostra delegazione.
La moglie gli ha tirato un'altra borsettata in faccia ed ha un livido cosi' ! I falchi blu, cuore d' oro, lo perdonano .
Ben soddisfatti pero' , Presidente e Ministro del Paese dei Falchi blu, raggiungono i compagni che nel frattempo di birre se ne sono fatte due, e tutti insieme tornano all' Hotel di Ivry. Ovviamente sui loro cavalli d'acciaio. Con loro anche Madama Cristina, amazzone provata, e il giovane scudiero Nicolo'.
Sono gli ultimi due kilometri su piu' di 840 percorsi : che impresa ! Sognano che l'asfalto non finisca mai.
La sera , dopo deliziose fettuccine all' italiana in un bistrot , il sonno ristoratore.
E' domenica ; di presta mattina, vengono ricaricati bagagli e biciclette sui mezzi di appoggio e si riparte verso il Bel Paese.
Il viaggio è rapido e dolce , le autostrade sono sgombre in questa direzione ; il Capo delle Guardie, il colonnello Danilo , ha preso un veloce treno della Tav e, pur partito due ore dopo il van e l'auto , arrivera' a Milano insieme agli altri.
Ma si perdera' il tradizionale Negroni celebrativo (ha sostituito lo Champagne della maglia gialla !) sul lago Maggiore da dove la troupe si era mossa sette giorni prima.
Un brindisi ci vuole alla fine . Peccato per Danilo , ma lo rifaremo !
Alla prossima Falchi blu ( e associati ) !
Si ringraziano per la loro partecipazione :
Il Presidente Lucio
Danilo
Emilio
Piero
Roberto
Madama Cristina
il giovane Nicolo'
I falchi "F 15" : Orlando e William
La postina infoiata.
La sciura rossa .
Maddalena la rumena .
Il turista svizzero con la Toyota .
Il meccanico (anonimo) francese che ha riparato il van.
La cameriera rosso vestita del ristorante di Digione.
Quella grassoccia di Saint Florentin.
Il ministro degli Esteri della Francia François Velo.
La first lady Silvy da Silva e le atre signore per aver permesso questa impresa.
Il Vostro Andrea




